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Leonardo Da Vinci è l'uomo nella Sindone: ecco la mia dimostrazione (in Flash)
I Templari furono un'iniziativa partita dalla Calabria e collegata al tesoro di Alarico?
Prioratodision.net,
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Barabba, Barnaba, Giuseppe di Arimatea, Alfeo: tutti familiari di Gesù?
Piccolo trattato sulla nostra non-esistenza (in Flash) e relativi tentativi di confutazione
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L'inossidabile qualità "tipografica" dei miei libri

Quando ordini un mio libro, sai che avrai nella tua libreria un'opera di pregio, indipendentemente dai suoi contenuti editoriali. Sulla qualità di stampa e di confezionamento, infatti, non transigo e non scendo a compromessi: i miei volumi non escono da un service digitale come quelli (con tutto il rispetto) di Lulu.com, Ilmiolibro.it e similari, ma da una vera tipografia; ogni singolo pezzo della tiratura è controllato, e se presenta difetti viene scartato; le copertine sono stampate in quadricromia su macchine offset; l'inchiostro delle pagine interne è un vero nero, non un grigiolino-antracite come si vede su certe edizioni odierne; le pagine stesse sono in carta usomano di ottimo livello e con altissimo grado di bianco; le cuciture a filo, le rilegature, le intercalature dei sedicesimi e tutti gli altri passaggi del confezionamento, eseguiti minuziosamente dai miei stampatori (tutti tipografi e fotolitisti da generazioni), consentono ai miei libri di sopravvivere praticamente in eterno.
In più ogni titolo ha una sua... personalità specifica, e viene artigianalmente prodotto nel rispetto di tale singolarità: così ad esempio "L'Uomo Nuovo" è dotato di copertina con alette per far posto alle tante informazioni introduttive (e poi perché le alette, in un tomo di ben 672 pagine, tornano utili come segnalibro!), "«D'io.» Il Messaggio perduto di Yeshua", dopo il successo della prima sperimentale edizione (con copertina morbida), dalla seconda tiratura ha una rilegatura cartonata con copertina in tela candida e la protezione di una sovracoperta a colori (si parla di Gesù, non di un personaggio qualunque, e dunque l'edizione definitiva non poteva che essere, mi si perdoni la battutaccia, come Cristo comanda), mentre il poderoso "Dossier" è addirittura in due versioni (accanto all'edizione pregiata cartonata e plastificata è presente quella "più economica" con copertina morbida, comunque anch'essa plastificata).
Insomma, nulla di paragonabile alle edizioni digitali "quattro-copie-e-via", con pieghi di foglio tenuti insieme da una colla a caldo che dopo uno o due anni comincia a cedere in giro le pagine...

Perché tutto ciò?
Perché amo visceralmente il libro in quanto tale. Dunque anche nella sua fisicità di oggetto, nella sua capacità di comunicare piacere sensoriale — al tatto, alla vista, perfino all'odorato —, nella sua permanenza negli anni a costituire un pezzo della memoria culturale di una persona.
Memoria che magari passa pure di genitore in figlio.

In definitiva, per "il Mangla" un libro non è un oggetto di consumo ma qualcosa che rimane vivo nel tempo. Ed essendo il sottoscritto anche un pubblicitario ed un grafico che giornalmente innalza al cielo l'immagine delle aziende e che bazzica stampatori, cartotecnici, fotolitisti e fotografi professionisti, come potrebbero i miei libri avere la consistenza di una tesina usa-e-getta?