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Situazione 2018

L’ISTAT ha diffuso nuovi dati sulla lettura e sulla produzione di libri in Italia, relativi al 2017: il più rilevante è che è aumentato il numero di libri pubblicati, del 9,3 per cento, e sono aumentate anche le singole copie stampate, del 14,5 per cento e del 13 per cento se si considerano solo i libri nuovi e non le riedizioni. Anche nel 2016 era cresciuto il numero di nuovi titoli (di meno, però: 3,7 per cento), mentre quello delle copie stampate era in calo da vent’anni. Questa ripresa, in linea con i dati dell’Associazione Italiana Editori che avevano rilevato un aumento del fatturato, riguarda però esclusivamente le grandi case editrici, quelle che pubblicano almeno 50 nuovi libri all’anno; i piccoli e medi editori hanno ridotto la propria produzione.
In particolare continua a crescere il settore dell’editoria per ragazzi e notevolmente rispetto alle crescite degli anni passati: nel 2017 sono stati pubblicati molti più libri (+29,2 per cento) rispetto al 2016 e anche il numero delle copie stampate è aumentato notevolmente, del 31,2 per cento. È cresciuta ancora di più l’editoria scolastica, in cui è raddoppiata sia la produzione di titoli che di singole copie stampate. Rispetto al totale dei libri stampati i libri per ragazzi sono pari al 14 per cento, quelli scolastici al 29 per cento.
Un altro dato interessante sui libri per ragazzi è che più del 43 per cento è tradotto da una lingua straniera; in quasi un quarto dei casi dall’inglese. In generale, il 16 per cento dei libri pubblicati sono stati tradotti da lingue straniere. Molto più bassa è la percentuale di libri italiani di cui sono stati acquistati i diritti per la traduzione all’estero: solo il 2 per cento, a cui corrispondono 1.462 titoli in termini assoluti.
Per quanto riguarda la lettura, invece, non ci sono grosse novità. Il numero di italiani di più di 6 anni che in un anno ha letto almeno un libro per motivi non professionali è rimasto intorno ai 23 milioni, il 41 per cento della popolazione. I cosiddetti “lettori forti”, cioè quelli che leggono almeno 12 libri all’anno, sono sempre il 14 per cento. E sono sempre le donne (in Italia come in generale nel mondo) e i ragazzi con età compresa tra gli 11 e i 14 anni (seguiti da quelli tra i 15 e i 17) a leggere di più: nel 2017 ha letto almeno un libro il 47,1% delle donne contro il 34,5% degli uomini e più del 56 per cento dei ragazzi tra gli 11 e i 14 anni.
Il più grosso divario tra i generi in relazione alle percentuali di lettori si ha nella fascia d’età tra i 15 e i 17 anni: ha letto almeno un libro all’anno il 68,8 per cento delle ragazze contro il 42 per cento dei ragazzi. Solo nella fascia d’età sopra i 75 anni leggono più gli uomini che le donne.

Altre costanti dei dati ISTAT sulla lettura sono le differenze tra regioni del nord e regioni del sud e tra i diversi livelli di istruzione. Legge più del 48 per cento dei residenti del nord Italia, il 44,5 per cento di quelli del centro, il 44,5 per cento di chi abita in Sardegna, il 28 per cento di chi vive nelle regioni del sud e il 25,8 per cento dei residenti in Sicilia.

Stando al sondaggio dell’ISTAT sui motivi per cui le persone non leggono, il prezzo dei libri non c’entra: molte persone non leggono per noia, mancanza di passione per la lettura, poco tempo libero a disposizione e preferenza per altre forme di intrattenimento. In ogni caso nel 2017 i libri sono costati meno rispetto al 2016: il prezzo di copertina medio è sceso dai 20 euro e 21 del 2016 a 19 euro e 65. Il calo c’è stato soprattutto tra i libri pubblicati dagli editori piccoli (da 25,31 euro a 22,04) e in misura minore tra quelli dei grandi editori, che però costavano meno in partenza (da 19,38 euro a 19,23).
Più di un quarto dei libri pubblicati nel 2017 aveva un costo compreso tra i 10 e i 15 euro. Se si considerano le tirature, cioè il numero di libri stampati in generale, non solo quelli nuovi, il prezzo è inferiore a 10 euro per il 34,4 per cento: i romanzi classici che vengono sempre ristampati costano meno.

Ebook: siamo i quarti nel mondo

Grandi appassionati di lettura digitale, gli italiani sono al quarto posto nel mondo (terzi in Europa) per ore di lettura dietro solo a Canada (primo posto assoluto), Olanda e Francia. Sono i dati della annuale ricerca Rakuten Kobo, sull’e-reading in tutto il mondo.
Quanto ai gusti letterari, oltre ai thriller e ai gialli sale la passione per i romanzi rosa, che nel 2018 hanno registrato un grande successo. Il bambino silenzioso di Sarah A. Denzil guida la top ten dei più letti, mentre tra i 10 libri con la percentuale più alta di completamento ci sono 8 romanzi rosa e 2 thriller.
Inoltre, in media gli italiani dedicano molto più tempo alla lettura durante tutto l’arco dell’anno, interesse che sta vivendo una rinascita grazie proprio al formato digitale.

Situazione 2012

Passano pochi libri tra le mani degli Italiani. Nel 2012 legge solo il 46% degli italiani sopra i sei anni (incremento dello 0,7% sui dati Istat 2011, il 45,3% della popolazione: ma ancora non si raggiunge la metà). La platea è di oltre 26 milioni di italiani. Sul dato complessivo pesa, come sempre, quello dei lettori medi e forti, che leggono più di sette libri l’anno: rappresentano il 30% del mercato e da soli generano tra il 39% e il 43% dei volumi di vendita di libri italiani.
Di questi 26 milioni, nel 2011 quasi la metà non aveva letto più di tre libri che non fossero legati a motivi scolastici o professionali, e solo il 13,8% apparteneva alla categoria dei lettori “forti”, quelli che cioè hanno letto almeno un libro al mese. Il primato resta alle donne: il 51,6% legge almeno un libro all’anno, contro il 38,5% degli uomini. Una differenza marcatissima tra i 15 e i 44 anni, ma che tende a stabilizzarsi oltre i 60 anni.
I lettori più assidui sono i ragazzi tra gli 11 e i 17 anni (60,5%). L’ambiente familiare è importantissimo: legge il 72% dei ragazzi tra 6 e 14 anni, figli di lettori, mentre la percentuale cala al 39% se i genitori non leggono. Anche il titolo di studio influisce fortemente sui livelli di lettura, specialmente a parità di età: si va da un massimo dell’81,1% tra i laureati a un minimo del 27,9% tra chi ha la licenza elementare o nessun titolo di studio. Rispetto al 2010 la quota di lettori tra le persone in possesso di un diploma di scuola secondaria inferiore o superiore è diminuita di circa due punti percentuali. Con riferimento alle persone di 15 anni e più, se si tiene conto della condizione professionale, si evidenziano livelli di lettura superiori alla media tra dirigenti, imprenditori e liberi professionisti (69%), direttivi, quadri e impiegati (66,3%) e studenti (65,3%). I più bassi livelli di lettura si registrano tra gli operai (32%), i ritirati dal lavoro (33,6%) e le casalinghe (34,4%).

Al Centro-Nord si legge di più. La percentuale di lettori è superiore al 48% della popolazione, mentre al Sud e nelle Isole si scende sotto il 35%. Un’eccezione tra le regioni del Mezzogiorno è la Sardegna, dove la quota dei lettori è superiore alla media nazionale (46,7%). La differenziazione geografica non è solo nella lettura, ma anche nella produzione: due libri su tre sono pubblicati e stampati a Milano, Roma o Torino. Lombardia, Lazio e Piemonte sono infatti, rispettivamente, la prima, la seconda e la terza regione per produzione di titoli e tirature. Bene anche l’Emilia-Romagna e la Toscana. Grossa contrazione invece in Puglia, Calabria e Sardegna.

OK ONLINE E E-BOOKS — I libri si comprano sempre meno in libreria e sempre più online. La prima nel 2012 passa, escludendo lo scolastico di adozione, dal 79% del 2008 all’attuale 73%; cresce invece la quota dei canali sul web: nel 2008 valevano il 3% e oggi arrivano all’11%, che salirebbe fino al 13% se consideriamo anche l’e-book. La grande distribuzione organizzata si conferma al 16%.
Nel 2012 il mercato degli e-book ha raggiunto una quota sui titoli disponibili dell’1,8–2%; ma escludendo i prodotti ibridi (carta + cd-rom/dvd-rom), il comparto raggiunge una quota complessiva di mercato del 6,4% (con una crescita in tre anni del 44,3%).
Sempre nel 2012 la lettura di e-book ha riguardato il 3% della popolazione con più di 14 anni: complessivamente 1,6 milioni di italiani. Contestualmente c’è stata una forte crescita (+45%) della lettura degli e-book rispetto al 2011, dato che diventa un +136% se si considerano i risultati del 2010.
Nel 2011 più di 1,9 milioni di persone tra 16 e 74 anni (27,8% delle persone che effettuano acquisti online) ha comprato libri, giornali, riviste o e-book su internet. Di questi due milioni circa, oltre la metà (53,9%) sono giovani tra 16 e 24 anni, più abituati all'utilizzo delle nuove tecnologie. L’e-commerce poi, rileva l'Istat, può essere un metodo per avvicinare la popolazione ai prodotti culturali e alla lettura. Un non lettore su tre (32,4%) ha letto o scaricato prodotti editoriali digitali dalla rete e il 43,3% ha consultato un'enciclopedia online (i cosiddetti wiki). La propensione rimane però legata al grado di alfabetizzazione culturale: i lettori deboli che leggono o scaricano libri e riviste online sono il 48,8%, il 69% quelli che consultano un wiki, mentre tra i lettori forti le percentuali salgono rispettivamente al 68,5% e all'85,5%.

GIÙ L’EDITORIA — La crisi non risparmia gli editori, che registrano un saldo negativo. Nel 2010 si contavano 2.700 case editrici, ma rispetto all’anno precedente il numero dei nuovi editori era inferiore al numero di quelli che avevano cessato l’attività. Benino invece la produzione libraria complessiva. Il 2010 segna un incremento passando da 57.558 opere pubblicate nel 2009 a 63.800 (+10,8%). Leggermente in crescita anche le tirature: un aumento del 2,5%, da 208 a 213 milioni di copie. Ma le case editrici puntano a offrire una scelta maggiore al lettore: aumentano i titoli del 6,8% e diminuiscono le tirature medie del 23,6%. Ampia preferenza poi per il lowcost: le edizioni il cui costo è inferiore ai 10 euro sono, sia per titoli (26,2%) che per tirature (40%), le pubblicazioni più consistenti. Complessivamente però il valore della produzione libraria è in calo. Nel 2010 era quantificabile in 4.052 milioni di euro: -9,3% rispetto all’anno precedente e il 16,4% in meno rispetto al 2005. Il 2012 poi è stato un vero e proprio “annus horribilis” per il libro: il mercato complessivo, che comprende anche il rateale, il book club, i collezionabili, l’export e le vendite a biblioteche, ha fatto segnare un calo del 6,3%.

Situazione 2006/2011

In Italia ci sono poco più di 50 milioni di potenziali lettori (persone che hanno superato i 6 anni di età), di cui il 53,1% dice di leggere almeno un libro all’anno — con la precisazione che un italiano su dieci tiene sul comodino o in borsa solo libri gialli, rosa, fantasy, di fantascienza o volumi allegati a quotidiani e settimanali —, mentre il resto afferma di non leggere mai, ma proprio mai, neppure un libro.
In Europa, tra i “Quindici” l’Italia è al terz’ultimo posto per quantità di libri comprati. Ogni italiano nel 2006 spende 65 euro all’anno in libreria, contro i 208 della Norvegia, il Paese in cui gli scaffali di casa sono più pesanti. Un mercato che in tutta Italia muove 4,4 miliardi di euro all’anno nel 2006 e 4 nel 2010: un settore quindi complessivamente in discreta salute, forte ma ristretto. Le persone che acquistano libri sono sempre più ricche, istruite e concentrate al nord. Le regioni del nord, sempre nel 2006, hanno una quota di lettori del 53,4% (più di 1 su 2); al centro, un individuo su 5 ha letto almeno un libro negli ultimi dodici mesi; al sud corrisponde un tasso di amanti dei libri pari al 26,2% (1 su 4).

Andando a scavare meglio nel gruppo dei lettori, quasi la metà (47,5%) si ferma nel 2006 al traguardo dei tre libri all’anno, mentre solo il 13,5% ne legge uno al mese (pari al 5,7% della popolazione totale). Una nota positiva è che i giovani fra 18 e 19 anni che leggono almeno un libro al mese sono l’8,2%: più della media nazionale. E fra i laureati con un’età compresa fra i 45 e i 64 anni le frequentazioni regolari con i libri riguardano il 23,1% degli individui.
A soddisfare i bisogni di questi amanti della carta stampata, nel 2011 c’erano circa 2.700 case editrici in lingua italiana, comprese quelle di Vaticano e Svizzera Italiana (erano esattamente il doppio appena nel 2004), a fronte di poco più di 2.000 librerie (!); e c’è da tener presente che alcuni di questi “lettori effettivi” comprano soprattutto libri tecnici, per trovare informazioni legate strettamente alla loro professione...