Il mailing di proposta agli editori per il libro “«D’io.» Il Messaggio perduto di Yeshua”

(Questa pagina web è stata realizzata a fine 2007: letto oggi, il discorso che faccio può in effetti sembrare anacronistico; però ho preferito lasciarlo così com’era, è molto più significativo. Fai dunque finta di essere a fine 2007...)

Dopo gli estenuanti e inutili tentativi per i libri precedenti  un altro si sarebbe arreso all’evidenza: è impossibile farsi pubblicare dagli editori italiani. Ma il sottoscritto è calabrese, e fra l’altro del segno del Leone. Cioè una testa dura al quadrato! Così anche per “Yeshua” non mi dò per vinto.

Rispetto al passato, peraltro, ho anche un valido motivo puramente commerciale per propormi agli editori: UN ARGOMENTO SCOTTANTE. Forse sull’onda del polverone suscitato dal “Codice da Vinci”, fra il 2006 ed il 2007 su Gesù Cristo cominciano a misurarsi un po’ tutti, e in effetti fra ottobre e marzo escono ben 3 campioni d’incasso (Corrado Augias e Mauro Pesce, poi Piergiorgio Odifreddi, infine persino il pontefice Ratzinger ). Per tacere di trasmissioni tv e articoli di giornale. Ed è annunciato entro fine 2007 un libro di Flores d’Arcais in polemica con quello del papa...

Augias mi batte sul tempo (esce nell’ottobre 2006), ma faccio ancora in tempo a uscire prima degli altri due. Così in gennaio, grazie al fondamentale aiuto del mio tipografo (che sacrifica i suoi operai con straordinari notturni) riesco ad avere l’opera già stampata per inviarne le prime copie agli editori. «Ce l’ho fatta: ho anticipato di 2 mesi Odifreddi e il papa, dunque un editore avrà il tempo di leggerlo e decidere di uscire anche lui per “cavalcare l’onda-Gesù”»...
Non è tutto. «Stavolta devo fare una presentazione che spacca» mi dico. E ho un’idea spettacolare: non allego alcuna lettera, la lettera... la stampo direttamente sulla copertina!
Sì, hai capito bene: ho realizzato una piccola tiratura del libro non con la “normale copertina” (quella del libro che ordini su questo sito, per intenderci) bensì con una copertina che contiene la lettera agli editori. È questa piccola tiratura a essere impiegata per il mailing, senza nient’altro dentro il plico.

Inutile anche stavolta: 8 risposte su 37 invii — la media si è alzata, rispetto a “L’Uomo Nuovo” (che totalizzò 6 su 42  —, ma nessun contratto editoriale. E francamente stavolta non riesco a farmene una ragione sensata:

1) ARGOMENTO OK. Il tema del libro non è «come si facevano le torte nel Medioevo» o «storia delle squadre di hockey canadesi a cavallo delle due guerre mondiali», accidenti!, è l’argomento del giorno, è Gesù Cristo. Cosa c’è di più appetibile di un argomento azzeccato, che “tira”, che appassiona la gente, che è in testa alle classifiche? Dunque il motivo non può assolutamente essere il tema dell’opera.
2) PRESENTAZIONE OK. Non invio un manoscritto o un dattiloscritto, “fogli sparsi” tenuti insieme da graffette, ma un libro praticamente già pronto: per l’editore, nessuna spesa di impaginazione o di edizione, in una settimana si può essere in libreria... Inoltre il mailing si fa notare per come è fatto: nessun esordiente credo abbia mai presentato una roba del genere, dunque la mia presentazione non può essere sfuggita agli editor, magari seppellita fra le decine di manoscritti che càpitano ogni giorno sulle loro scrivanie. Il modo di presentarsi non può essere il motivo.
3) PRODOTTO OK. Da ciò che dicono quelli che lo hanno letto , non è un libro da gettar via (tutt’altro): i commenti sono più che lusinghieri e, malgrado la vendita “fatta in casa”, il libro ha terminato la sua prima edizione di 500 copie in appena 6 mesi (nell’estate 2007 sono tornato in tipografia per la seconda tiratura). Dunque, c’è anche il “valido prodotto”! Perciò nemmeno questo può essere il motivo.
4) SEGMENTO OK. La Saggistica in Italia vende moltissimo, pare che la metà dei bestsellers sia storicamente costituita da saggi (e del resto i successi 2007 di Augias, Odifreddi e Ratzinger confermano). E con questo ho esaurito i motivi sensati per i quali un esordiente non riesce neanche a farsi vedere da una casa editrice.

E ALLORA, QUALE PUÒ ESSERE IL VERO MOTIVO PER QUESTA SORDITÀ DEGLI EDITORI?
C’è qualcosa che mi sfugge?

Intanto, amici miei — lettori e non —, continuo a fare l’editore di me stesso, e mi consolo dicendomi sottovoce «vai avanti così, c’è più soddisfazione, conosci i tuoi lettori uno a uno»... sebbene francamente sia dura vedere gli scaffali delle librerie pieni di Federico Moccia o Paulo Coelho!
(Aneddoto: sul retro della “copertina editoriale” mostrata nella foto, in basso e in piccolo, intuendo già come sarebbe andata a finire, stampai la seguente frase: Gentile editore, in caso di Suo riscontro negativo, prima di cestinare il presente volume La prego di volerne modificare il titolo correggendo «D’io. Il messaggio perduto di Yeshua» in «(Ad)dio. Il saggio perduto su Yeshua»...)