Un uomo. Un cervello. Due mani. Un talento.
Il talento di creare.
Questo basta per dare vita a uno sfrenato desiderio
che non può essere mai placato.
Un desiderio più grande del cielo e più profondo del mare.
Che ti porta a non riposare mai, nemmeno quando dormi.
Che non è sete di sapere ma di far sapere.
Che non è amore di forma ma di dar forma.
Che ti fa spaziare in ogni campo dell’espressione umana
(dalle arti grafiche alla letteratura,
dalla musica alla comunicazione commerciale),
volendo aggiungere sempre qualcosa di tuo,
di apparentemente nuovo, di febbrilmente brillante.
La tua versione del mondo.
La tua visione distorta e migliore.
Escogito, quindi sono.
Senza possibilità di fermarmi.
Ecco perché sono al mondo.

L’UOMO NON NUOVO (alle polemiche)

 

Il mio profilo semiserio ma sincero

Sono nato il 20 agosto 1963 alle 2,00 del mattino (Leone con ascendente Cancro, anche se questo non significa nulla) a Reggio Calabria, Italia, città dove anche mangio, bevo, dormo, faccio l’amore, scrivo, suono e lavoro attualmente.
Sono un “creativo Jekyll-Hyde”. Nel senso che «dalle 9 alle 5», per vivere, faccio il pubblicitario: è una professione appagante e divertente, che ho scelto a 22 anni con convinzione emigrando a Milano, dove ho studiato e fatto una dura gavetta. Sempre «dalle 9 alle 5» — ma del mattino — sono scrittore.
Nel curriculum ci sono anche saltuarie (e soprattutto giovanili) esperienze di musicista, fumettista e giornalista: frammenti delle prime due sono rintracciabili in altre parti di questo sito, in particolar modo nell’album di progressive-rock “Novecento”, un disco interamente composto e suonato da me.

La “creatività” è sempre stata un mio problema.

In senso positivo: il buon Architetto Supremo mi ha dotato fin dall’inizio di talento per il disegno e per le parole messe in fila, e mi ha dato un ordine perentorio: «inventa». Così a 6 anni ho cominciato con i fumetti, a 10 con i racconti (di fantascienza), a 12 con le poesie; a 15 è arrivata la passione per la musica (Pink Floyd e Genesis) e ho iniziato a scrivere anche canzoni; a 16 mi sono inimicato i professori di filosofia e di fisica con un piccolo trattato (richiede Flash) in cui dimostravo loro che se ammettiamo il concetto di infinito allora non esistiamo — trattato tuttora non confutato, a parte questi pallidi tentativi.
(Ma continuo a scoprire nuovi lati di me ancora oggi: a quasi 50 anni ho cominciato a fare satira.)
Dal 1986 la naturale fluidità nella scrittura e l’inarrestabile tendenza all’improvvisazione (nel senso jazzistico e non bizantino del termine) mi hanno definitivamente trasformato in uno scrittore sicuro dei propri mezzi, con un bel po’ di autostima e intenzionato ad affermarsi in libreria — possibilmente in questa vita.
L’esperienza con gli editori ha finora castrato l’ultimo obiettivo (altro che in libreria: da Sua Maestà l’Editoria Ufficiale non sono neanche riuscito a farmi ricevere!); in compenso il piccolo successo nell’autopubblicazione mi consente di non lasciare i miei scritti a marcire nel classico cassetto: tutti i miei libri li edito, li impagino, li stampo e li distribuisco senza rimetterci, grazie a internet e alle conoscenze grafiche che mi derivano dalla mia professione.

Lo “scrittore” Mangla ha tre radici ben piantate nel proprio passato, recente e meno recente: la poesia (scoperta nell’adolescenza: Yeats, Baudelaire e Dylan Thomas su tutti), la letteratura (altra scoperta adolescenziale: soprattutto i grandi russi dell’Ottocento, più Hemingway e Céline) e l’ermetismo (Ermete Trismegisto, non Ungaretti!, più la produzione rosicruciana e templare). A proposito di quest’ultima “radice”, a puro titolo di curiosità, sia nel mio numero di casa (****8111**) che in quello del cellulare (***8**1111) è contenuto l’anno di fondazione dei Templari (1118 d.C.) scritto al contrario; inoltre il nome di mia madre (nata ad Asmara, vicino al luogo dov’è custodita l’Arca dell’Alleanza cercata dai Templari) è Rosa Caterina: la “rosa” del segreto esoterico più i “Càtari” (per tacer del fatto che le iniziali “R.C.”, iniziali anche della mia città, sono la sigla dei Rosacroce). Ha un significato recondito, tutto ciò? Se qualcuno ritiene di sì, me lo spieghi.

Ho sempre avuto il sospetto che la Religione e la Scienza non soddisfino a dovere il nostro bisogno primario di risposte, per cui da qualche anno mi sono messo in cerca di una “terza cosa”. Forse finirò con l’incontrare Stephen Hawking dentro a un buco nero e mi dimostrerà che siamo fatti d’eternità e d’infinito, senza bisogno di dèi né di leggi della Fisica; meno improbabilmente alla fine del percorso scoprirò d’essere un pesce rosso come gli altri e m’imbatterò nell’entità che ogni tanto cambia l’acqua nella boccia.
(Oppure troverò veramente la “terza cosa”, magari quella che ho cominciato a teorizzare ne “L’uomo Nuovo”... Sì, andrà così. E, prima di diventare vento, saprò pure che ce n’è una quarta...).

Un giorno lo sapremo, in un futuro molto lontano. Così come da un complesso insieme di particelle atomiche si arriva a cose come un tramonto, un oceano, la vita, allo stesso modo dall’intricato garbuglio di neuroni si arriva a cose come l’amore, l’anima, la personalità di un individuo, la mente. Dalle stringhe e dai quark si arriva a formare un universo; dal cervello umano si giunge al pensiero, alla coscienza, alla memoria, alla creatività.

«Usa i testi e, dove non arrivi, usa la testa; usa la testa e, dove non arrivi, usa i testi»

Una sola testa, un unico cervello, fa cose meravigliose, però non può arrivare dappertutto: pensiamo a dove possono arrivare mille, un milione di cervelli messi assieme. Il progresso umano. La cultura non è altro che questo: la somma delle esplorazioni di milioni di menti. Depositata nei libri. Già solo tale constatazione dovrebbe convincere tutti quanti noi a divorare più libri possibili lungo tutto l’arco della nostra vita. Il sottoscritto in effetti ne “consuma” molti (tutta energia pulita), e in più, grazie proprio a tale consumo, ogni tanto ne produce anche qualcuno suo a beneficio di altri. Un piccolo circolo virtuoso di cui vado fiero.

La saggistica è un settore che mi dà grandi soddisfazioni.
Dopo aver chiuso una serie di volumi sul Gesù storico (che han fatto inorridire Rosa Caterina), al culmine di una ricerca appassionata durata un quindicennio, attualmente sto raccogliendo materiali per altri saggi: il più stuzzicante è sulle tracce di una civiltà molto antica — la più antica del nostro pianeta, sul finire dell’ultima èra glaciale —, che una serie di studi sempre più accreditati sembra indicare “alla base” di quelle Sumera, Egizia, Olmeca e Khmer (la diffusione delle piramidi e del mito del diluvio in ogni angolo del pianeta mette qualche pulce nell’orecchio?).

Prima di questi avevo dato alle stampe il corposo saggio sui Templari e sul Graal che ha chiuso la questione in materia: è un faro che squarcia la nebbia delle fesserie che circondano il più famoso ordine medievale e il più noto “oggetto” del mondo — il quale, detto per inciso, pur non essendo mai esistito, è diventato più reale del reale —. Allo stesso tempo ho cavalcato fin da subito il nuovo filone editoriale degli e-books con un saggio sulla Sindone (che è stato, a luglio 2009, il primo “vook” in assoluto a uscire sul mercato letterario mondiale), spiegando come, quando e perché fu Leonardo a realizzare tale grandioso falso; seguito da uno sulla Maddalena (il best-seller fra i miei libri digitali), un altro sul fantomatico “Ha-Notzri”, un altro ancora sulla correlazione fra crisi economica e imperialismo statunitense. Quasi tutti i miei titoli sono pubblicati anche su Amazon (sia in versione cartacea che come ebook), piattaforma sulla quale sono stato il primo autore italiano in self-publishing, e su altri shop online.

In mezzo a tutta questa saggistica, quasi per reazione anafilattica, mi è venuta una voglia matta di tornare alla narrativa: così le ultime pubblicazioni sono state una serie di gialli e una raccolta di racconti, mentre successivamente vedrà la luce, in via obbligata (mi viene richiesto con insistenza da chi l’ha letto), il seguito del pirotecnico “L’uomo Nuovo”.

Sommario dei progetti in cantiere (i titoli sono indicativi, le previsioni aleatorie e ottimistiche...)

“La memoria e il dubbio”, giallo-noir — fatto!
“Mille mesi”, crime-story — fatto!
“Era una geniale canaglia”, thriller giudiziario — fatto!
• “L’Uomo Nuovo - 2”, romanzo — uscita prevista: entro 2 anni
• “Civiltà antidiluviane”, saggio — uscita prevista: entro 4 anni

E il Mangla, a parte una interminabile serie di sfighe amorose, è praticamente tutto qui.

Ora, se vuoi, puoi scoprire un po’ di più su di me attraverso i miei gusti in fatto di letteratura, musica e cinema.
Oppure tramite questa intervista concessa al Corriere della Calabria (versione cartacea in edicola) nel 2014.
Inoltre, potresti prendere nota del mio testamento biologico, onde poter un giorno eventualmente testimoniare per me.

Manglaviti? Che cognome curioso..., certo comunque mai più curioso dei nomi dei personaggi dei romanzi...»)
(E meno male che prima di cominciare questa pagina m’ero detto: «Animo, Mangla, sii serio, breve e conciso».)