All’imbrunire

Choufflon, lo scintillante

Romanzo (2022)

Prima edizione: 02.04.2022
Pagine: 274
Formati: carta 133x203mm, brossura, copertina morbida; ebook
ISBN: carta 9788865010150, ebook 9788865018217

Un biopic-parodia tinto di tragedia: caricatura feroce ma anche drammatica, senza consolazioni né lieto fine, dei tecno-miliardari della nostra epoca.

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Ambientato nel 2021, fra NFT e criptovalute, speculazione neoliberista e social network, blockchain e colonizzazione privata dello Spazio, il libro è caratterizzato da una peculiare circolarità della trama, con una sceneggiatura di forma “anulare”, ricca di risonanze, con differenti piani narrativi che convergono in un punto di caduta finale. E che potrebbe essere fruita senza necessariamente partire dalla prima pagina.
È un’opera che sfugge a ogni catalogazione, sospesa com’è fra romanzo e saggio, un po’ inchiesta giornalistica e un po’ narrativa psichedelica. Feconda di dialoghi, ricca di scienza e tecnologia, a tratti quasi di carattere divulgativo, è soprattutto un’opera sulla stretta attualità, che fra suggestioni e sorprese pone al lettore domande impegnative, offrendogli numerosi spunti di riflessione sulla legittimità di una società totalmente imperniata sulla finanza, sull’economia dell’attenzione e sul coinvolgimento digitale.

È probabilmente uno dei romanzi più “parlati” sul mercato letterario, in cui lo scrittore è quasi muto e lascia il centro del palcoscenico ai suoi personaggi e alle loro relazioni: un brillante e geniale imprenditore con molte competenze scientifiche (ma quasi privo di quelle sociali), una tosta giornalista d’inchiesta, una materna segretaria, un parallelo co-protagonista molto confuso e una terapeuta che aleggia senza nome e quasi priva di corpo.

Chi ha letto il precedente mio volume “Era una geniale canaglia” noterà affinità e analogie. Di tematiche, contenuti e stile. Entrambe le opere sono centrate sulla genialità umana, basate sulla testimonianza, ambientate nel presente (l’anno di redazione coincide con l’anno nell’opera). Ma i paralleli si fermano qui, e le somiglianze si rivelano differenze. Il primo è un libro giallo, il protagonista è un genio “del male”, che domina e plasma a suo favore gli eventi; questo secondo è invece un romanzo brillante e tragico, la persona non è cattiva, a dominare sono gli eventi e la loro ineffabilità. Là è testimonianza degli altri, qui c’è testimonianza diretta del protagonista. E c’è perfino un trick: sotto il sostrato e le ovvie licenze del romanzo, il lettore si ritrova in filigrana la vera biografia dell’uomo più ricco del mondo, con le sue principali attività.

Ecco come lo descrive il recensore Antonio Anghelone:

“Choufflon, lo scintillante” è un racconto che si dipana su due differenti piani narrativi.
Il primo piano è una lunga e articolata intervista in cui il protagonista, uomo innovativo, divisivo, multiforme racconta di sé, del suo successo di imprenditore delle idee e della tecnologia, di come vede il presente e il futuro. Choufflon coglie e illustra un vasto scenario in cui c’è posto per l’economia, la politica, la società e, talvolta in forma quasi divulgativa, esprime idee e riflessioni sull’attualità tecnologica (criptovalute, NFT, blockchain, colonizzazione privata dello Spazio) ma anche sulle controverse modalità social di comunicazione. Il tono è apparentemente leggero e la lettura risulta piacevole e scorrevole, ma dietro l’autocelebrazione c’è una visione dell’Uomo e del mondo talmente estrema da costringere il lettore a entrare nel racconto, a prendere posizione.
La seconda narrazione potrebbe intitolarsi “ciò che pensano di lui — compreso lui”. È una visione periferica del personaggio Choufflon, fatta di suggestioni e di testimonianze di coloro che lavorano con e per lui, raccontato in una forma di lungo piano-sequenza in cui la presenza del protagonista è concreta e invisibile come un fiume carsico.
Il racconto è più volte interrotto da inserti apparentemente slegati (marchio di fabbrica del Mangla), l’uso della parola per inseguire suoni e risonanze, giochi e ossessioni, un delirio fatto di sciamanesimo ed enigmistica, il folle controllato dall’illogico. È la parte del romanzo più ostica alla lettura ma anche più evocativa, a patto che ci si lasci trasportare dal fiume di parole e immagini senza cercare argini o vie di fuga.
Il finale, in cui non mancano i colpi di scena, è la sintesi del personaggio, grande e oscuro, leggero e profondo, contraddittorio e affascinante proprio come il tempo che viviamo e chiude il cerchio di un romanzo totalmente dialogato, scritto in una forma circolare che rende possibile anche una lettura indipendente di ogni sua parte, che riporta il lettore alle atmosfere introspettive di un Joyce o alla feroce satira ammantata di leggerezza di Woody Allen  che fornisce informazioni e spunti di riflessione, suggestiona e sorprende, dialoga con il lettore, anzi con lo Choufflon che c’è in noi.

Un'opera che, non potendo essere distribuita nelle librerie italiane, grazie al web riesce comunque a trovare posto nella libreria più importante. La tua.

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